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Sunday, 6 June , 2010 / ermes

Fenomenologia dell’adulazione


“…e ci si trovaaaaaaa sempre più soliiiiii / a questa etààààààà non sai… non saaaaaaai / ma quante corseeeeeee ma quanti voliiiiiii / andare avantiiiiiiiiii senz’arrivare maaaaaaaaaai…

“e ci seiiiiiiiiiiiiiiiiii adesso tuuuuuuuuu / al centro dei pensieeeeeeri miei / la parte interna dei respiri tu saraaaaaaaaaaaai / la volontàààààààà / che non si limita / tu che per me sei giàààààà / una rivincitaaaaaaaaaa…”

Tremonti, un ministro dal cuore surgelato

L’esatto opposto di Berlusconi, Giulio Tremonti è l’uomo del momento: incarna il sacrificio, è spietato, misogino, mistico dell’euro e asceta delle finanze. Quando parla lui i colleghi diventano timidi come scolari

di Marcello Veneziani – Il Giornale – venerdì 04 giugno 2010

Sarò perverso, ma Giulio Tremonti mi ispira un’infrenabile simpatia. Le sue crudeltà mentali e le sue crudità ministeriali mi mettono di buonumore, i suoi tagli mi eccitano, quando si arrabbia mi diverte più dei suoi imitatori Guzzanti e quando tradisce in una battuta, in una smorfia, perfino in un balbettio sottovoce, la sua meticolosa cattiveria e il suo disprezzo per l’interlocutore, mi fa godere come un pazzo.

Quando ti guarda sembra che stia prendendo la mira. Mi piace vederlo quando fa soffrire Bondi, mi ricorda er Canaro quando chiudeva in gabbia le sue vittime e gli praticava dolorosi tagli. Mi esalta quando prende a calci Brunetta, realizzando il sogno di milioni di fannulloni. O quando gela ministri, governatori e sindaci che battono cassa, chiedono stralci e clemenze e lui con sadico rigore li riduce sul lastrico. O quando bisticcia con le ministre donne, impermeabile al loro fascino; anche se lo vedrei magnificamente insieme con Mara Carfagna a la Pupa e il Secchione (a ruoli invertiti, vedrei bene Calderoli e la Gelmini, il Pupo e la Secchiona). Ma quando fa coppia con Berlusconi raggiunge il top.

Tremonti è l’Anti-italiano per eccellenza e dunque l’esatto opposto di Berlusconi, che è invece l’Arci-italiano, ovvero la gigantografia dell’italiano medio. Gioviale l’uno burbero l’altro, piacione l’uno dispiacione l’altro, uno incline al riso e al sorriso, l’altro non va oltre il ghigno e il sogghigno. Con Berlusconi fanno una coppia perfetta, perché Giulio incarna il Sacrificio e Silvio il Sogno; o se preferite, uno è il bastone e l’altro la carota. Se Berlusconi è Dio, Tremonti ha assunto il ruolo di san Pietro, detiene le chiavi del Paradiso e seleziona gli ingressi. Il messaggio subliminale dell’uno è stringete la cinghia, il messaggio dell’altro è slacciate le cinture. Tutto ciò che dice, tocca, fa Berlusconi sarebbe impensabile che lo facesse, lo dicesse, lo toccasse Tremonti: donne, barzellette, canzoni, calcio, effusioni espansive. Sarebbe impensabile vedere Tremonti ballare o vederlo stringere una donna se non alla carotide, per sopprimerla. Misogino è forse riduttivo, credo che Tremonti non sopporti nemmeno i bambini, ma ho forti dubbi anche sui vecchi e in genere sugli adulti. È insofferente verso il prossimo anche se si sforza di non darlo a vedere.

Impensabile pure sarebbe vederlo, che so, al mare in calzoncini corti o a fare il sub, come fa Fini quando vuole sfuggire alla superficialità e farsi profondo. Tremonti al sole non si abbronza, si ossida. Figuratevi vederlo esultare allo stadio, al più proverebbe qualche eccitazione in biglietteria. Se fosse allenatore ridurrebbe il numero dei calciatori da undici a sette. Quando dice che non metterà mai le mani nelle tasche degli italiani bisogna credergli: lui le mani nelle tasche degli italiani non le metterebbe mai perché gli farebbe schifo.
Se gli propongono una escort, Tremonti chiede quanti chilometri fa con un litro. Se lo invitano al compleanno di una ragazza, le manda una copia del suo libro La paura e la speranza, ma poi non si presenta al festino; in compenso le manda la visita fiscale. Se gli infilano una bella zoccola nel letto, ordina la derattizzazione. Se gli fanno ingurgitare con l’inganno una pillola di viagra, al più gli scompare la erre moscia.

Se Berlusconi si dichiara il più ricco del Parlamento, Tremonti si dichiara invece il più povero, un reddito da modesto professore valtellinese. Indifferente al sesso e al denaro, mistico dell’euro e asceta delle finanze, portatore sano del Tesoro, Tremonti è un’anomalia assoluta nel panorama italiano. Non potranno mai prenderlo in castagna perché non ha i punti deboli dei suoi connazionali, il sesso, il denaro e la comitiva, non ha da sistemare figli, amanti e compagni di magnata, anche perché immagino che si nutra con la flebo. E sono convinto che anche della casa gratis con vista mozzafiato non saprebbe cosa farsene. A lui basta incapsularsi in una navicella e giocare ore e ore con i bond.

Mi rendo conto che è riduttivo definire Tremonti semplicemente anti-italiano. Più giusto sarebbe definirlo disumano, e lo dico come un complimento. Il genere umano non è il suo genere preferito. Tremonti è un incrocio ben riuscito tra un elettrodomestico e un extraterrestre. Le sembianze e le movenze umane dissimulano a malapena un design e un microchip decisamente estranei al mondo degli umani. Ha i tratti dell’automa e dell’ingegno puro, qualcosa ci dice che Tremonti è il prototipo dell’intelligenza artificiale. Quasi la prova vivente e già collaudata che può nascere e svilupparsi un essere da una cellula prodotta in laboratorio e poi depositata in banca. E non una banca del seme, ma proprio un istituto di credito.

Una volta lo ebbi al mio fianco a Procida in un convegno, temevo che venisse fuori la sua anima padana, il suo leghismo implicito; invece riuscì a passare per terrone, e molti videro in lui addirittura il vendicatore della cassa del Mezzogiorno. Standogli vicino ebbi l’impressione che usasse il baygon come brillantina per i capelli e il flit come deodorante. Non credo invece che Tremonti usi il dopobarba perché non mi pare che cresca la barba sul suo volto, al più si deposita un leggero pulviscolo, come sui display della tv e del computer.

Di Tremonti ministro io mi fido. Anche le sue oscillazioni tra liberismo e socialismo, tra von Hayek e Marx, tra la passata adorazione del turbocapitalismo e la presente critica del mercatismo nel nome antico dei popoli, delle identità e di diopatriaefamiglia, hanno il sapore dell’intelligenza più che del trasformismo. Tremonti è disponibile in più versioni, cabrio, station wagon e coupé. Ma in questa crisi sono contento che sia lui al Tesoro.

Devo scusarmi infine con il ministro se ho messo in giro una scabrosa diceria anatomica su di lui, che sta circolando con incresciosa insistenza: nel corso di una cena insinuai che Tremonti al posto degli organi genitali avesse un euro. E che da bambino, invece, avesse la lira tra le gambe. Niente malizie, alludevo solo a un caso di deformazione professionale.

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