Skip to content
Tuesday, 6 December , 2011 / ermes

“The Rise and Growth of a Sect Call’d Free-Thinkers”


“Il pensiero libertario non violento e il liberalismo radicale hanno come capostipite il primissimo volume Liberilibri, un best seller del libertinismo preilluminista, che non era mai stato pubblicato prima in italiano. Si tratta del Discorso sul libero pensiero di Anthony Collins, uscito anonimo nel 1713…”

Libertà a tutto campo

di Armando Massarenti, Il Sole 24 Ore, 4 dicembre 2011

Se pensiamo di uscire da questo ventennio di pseudo seconda repubblica – nata sotto gli auspici della rivoluzione liberale e via via trasformatasi nel suo esatto contrario – imboccando la via del moralismo o, per dirla con Vilfredo Pareto, abbracciando Il mito virtuista, siamo destinati a fare ben poca strada. Non faremo altro che continuare a calpestare le nostre libertà – economiche, culturali, civili, morali, religiose – nel nome di una presunta igiene mentale e morale che si traduce in un’etica assolutista da imporre a tutti per legge, che nega le differenze tra gli individui e la pluralità dei valori e delle visioni del bene. Meglio scommettere sul fatto che gli italiani sono già più liberi e maturi di quanto non ci è sembrato di vedere in questi anni. E che se non lo sono, tanto peggio per loro. Non saranno certo il moralismo e il “virtuismo” a renderli cittadini migliori, mentre una sana immersione nel meglio della cultura liberale, libertaria e liberista potrà aiutarli a chiarirsi le idee e a essere più coerenti nel difendere le proprie libertà.

Un ottimo esercizio lo offre proprio Pareto con Il mito virtuista e La letteratura immorale, che esce a un secolo dalla sua prima pubblicazione in francese come centesimo titolo della collana Oche del Campidoglio della benemerita casa editrice di Macerata Liberilibri, fondata da Aldo Canovari vent’anni fa (ma tutto cominciò in realtà 5 anni prima, come ha sottolineato Alberto Mingardi conferendogli il Premio Bruno Leoni). Come osserva Franco Debenedetti nell’introduzione, Pareto vide in maniera lungimirante che la proibizione di una presunta «letteratura immorale», così come veniva definita la pornografia anche nelle sue versioni più innocue, era il sintomo di un attacco ben più ampio alle nostre libertà. I vizi non sono crimini, ci dice un altro titolo Liberilibri, di Lysander Spooner. Molti peccati o comportamenti che riteniamo biasimevoli non possono essere condannati se non recano danno ad altri. È l’abc del pensiero liberale, che si declina in ulteriori esercizi di logica politica ed economica, raffinati e sobri come la splendida veste grafica di libri come Difendere l’indifendibile di Walter Block, dove si mostra che è proprio il protezionismo a generare i problemi più acuti rispetto a fenomeni sociali come l’uso di stupefacenti o la prostituzione; o In difesa dell’usura, manifesto settecentesco dell’innovazione, scritto in polemica con Adam Smith da un Jeremy Bentham che si voleva ancor più coerente nel difendere la libertà d’impresa dell’autore della Ricchezza delle nazioni. O ancora nei numerosivolumi di autori ottocenteschi, come Bastiat, e novecenteschi come quelli della scuola austriaca (Menger, Mises, Hayek, Rothbard e lo stesso Leoni) dai quali è sorto il filone più recente dell’anarcocapitalismo, da Ayn Rand (saggista e romanziera) a David Friedman, che con L’ingranaggio della libertà fa apparire il padre Milton (il premio Nobel autore di Capitalismo e libertà) come un pericoloso statalista. È un libro quest’ultimo – come ebbi modo di scrivere nell’introduzione, ma l’osservazione vale per quasi tutti i Liberilibri – che, anche quando non lo si condivide fino in fondo, risulta comunque ammirevole per la capacità di offrire soluzioni concrete ai problemi politici e sociali, sondando in maniera rigorosa la forza (e anche alcune debolezze) delle idee libertarie. Un terreno di prova che Liberilibri sperimenta anche andando a cercare gli orizzonti d’incontro fra pensiero liberale e pensiero cattolico – vaste programme! – e proponendo opere di teatro (da Gli attaccabrighe di Racine alla tetralogia sulla magistratura di Giancarlo Bagarotto, che si intreccia con un altro filone, quello della critica al «circo mediatico giudiziario») e di narrativa, dalla distopia di Giustizia facciale di L.P. Hartley a I Giornali di Henry James ai romanzi di Pierre Boulle e alle opere più osé di Gertrude Stein, passando per i bellissimi racconti di Diderot e per le Facezie di Voltaire.

Il pensiero libertario non violento e il liberalismo radicale hanno come capostipite il primissimo volume Liberilibri, un best seller del libertinismo preilluminista, che non era mai stato pubblicato prima in italiano. Si tratta del Discorso sul libero pensiero di Anthony Collins, uscito anonimo nel 1713, di cui scrissi su queste colonne la recensione (la prima in assoluto della casa editrice, come non si è mai stancato di ricordarmi Canovari in questi anni). Lì era già chiara la strategia dei “virtuisti”: far passare per immorale, insieme ad altri “vizi”, la stessa libertà di pensiero.

3 Comments

Leave a Comment
  1. Eva Miglior / Dec 6 2011 3:09 AM

    P.S.: il logo di Liberilibri si ispira al “pazzo per i libri”, primo dei cento e più folli (rappresentativi delle cento e più umane follie), immortalati nel 1494 e per sempre sulla “Stultifera navis” di Sebastian Brant.

  2. fabristol / Dec 18 2011 12:13 AM

    I libri di Liberilibri sono di ottima fattura tra l’altro, oltre ad avere ottimi titoli.
    Visto che siamo in tema:

    http://libertarianation.org/2011/12/14/vinci-un-libro-sul-libertarismo-con-libertarianation/

Trackbacks

  1. “…avevano un’età media di 28 anni” « Abeona

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: