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Saturday, 23 September , 2006 / Iperione

La notte horror dei ricercatori


Il titolo fa riferimento alla “Notte dei Ricercatori”, evento promosso dall’ Unione Europea per “pubblicizzare” i suoi ricercatori (quelli europei). Per chi ne ha voglia (e finchè sarà attivo il link): Notte dei Ricercatori . (Grazie a Nicola per la sua attenzione!).
Tutto è bene quel che finisce bene. Forse ci saranno dieci immatricolati di più, qualche fegato spaccato e un certo odore residuale di “droghe leggere”. Dimenticavo un paio di ricercatori con sintomi di stress da competizione. Un bel modo di presentare l’ “Universitas” e di lanciarla verso il futuro ancora uguale a sè stessa.
Dove sono i progetti di questi ricercatori, dove il futuro, dove le rimostranze, dove le manifestazioni, dove le certezze: nella passione. Passione con cui bisogna nutrire le proprie mogli, i propri figli, sè stessi e i “caporali da dipartimento”. I caporali che hanno pubblicazioni che si contano sulle dita di una mano, e quelli che ne contano decine, continuamente prossime all’inutile.
Questa è l’università delle “borse segrete”, le borse per il post-laurea all’estero che cambiano sito e scompaiono, salvo poi ritrovarle nelle penne e nelle parole di certi “giornalai” figli del regime. E’ l’università figlia dei “bei tempi del ’68”, in cui la trasparenza è sostituita con l’indifferenza, l’affarismo, il dirigismo di chi quotidianamente si auto-incorona, nominando i suoi vassalli. E’ l’università della discriminazione fra studenti di ordinamenti vecchi e nuovi, tra triennalisti e vecchi rottami. E’ l’università delle storie perdute, dimenticate dietro la supponenza e l’arroganza di uomini incapaci di giudicare sè stessi; degli studenti che mollano, degli psico-farmaci, delle tangenti, degli abusi sessuali. E’ la prostituta fra i maiali.
Allora che festa è stata mai questa? Per quale ricorrenza? Per quale dignità? Per quale futuro?
Ah, dimenticavo: per dieci immatricolati e qualche fegato spaccato…

One Comment

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  1. Eva Larbitroespell / Jan 22 2009 8:20 PM

    Commento solo ora uno dei primi post di Abeona, linkando articolo del Corsera Magazine a firma Sara Gandolfi. Come dire, “ritorno al futuro”…

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