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Friday, 13 October , 2006 / NickPolitik

Viva la libertà… soprattutto se siamo in democrazia!


“La libertà consiste nella libertà di dire che due più due fanno quattro. Se è concessa questa libertà, ne seguono tutte le altre.”
Libertà è un concetto lungi dall’essere definito con chiarezza. Forse è sbagliato cercare di definirlo. La frase iniziale, seppur tradotta dall’inglese, potrebbe essere una buona definizione del concetto di libertà; inizia bene con “la libertà consiste” per poi collassare su stessa utilizzando di nuovo la parola libertà. Un po’ come dire “la libertà è la libertà”. A voler essere a tutti i costi puntiglioso, dovrei sottolineare che si descrive la libertà a partire da una particolare libertà, quella di dire una ovvietà, di declamare la cosa nota, di alzarsi in piedi e dire che il re è nudo se questi è davvero nudo.

Ma l’autore di questa frase ha ben pensato di scegliere come particolare libertà, quella di poter dire la cosa ovvia. Si possono avere tutte le libertà del mondo, ma se viene a mancare quella di poter dire che 2+2=4, allora quelle perdono il loro significato.

La libertà è un autoconcetto. Un concetto che si può comprendere con un balzo della mente nel mondo delle idee. Impossibile da associare ad altre parole. Proprio perchè è uno degli assiomi dell’essenza stessa della persona umana. Se quel primo ominide, che segnò la linea di demarcazione fra la scimmia e l’uomo, non avesse preso coscienza di sè, non sarebbe arrivato per nulla ad ipotizzare il concetto di libertà.

A volte mi chiedo se non ci sia un Grande Fratello a spiarmi, oppure se io sia il personaggio principale di un grande show televisivo in cui milioni di telespettatori fermano le loro vite per osservare le mie disavventure terrene (tuttavia non mi sembra che mia madre abbia mai fatto pubblicità ad una famosa marca di birra). A volte mi chiedo se sono davvero libero. Tante volte sono venuto a contatto con fantomatiche teorie del complotto. Tante volte ho sentito parlare di uomini che posseggono dei segreti sul mondo. Tante volte mi sono stati presentati scenari inquietanti. Tante volte mi hanno invitato a non credere in ciò che si dice comunemente.

Francamente mi hanno fatto sentire meno libero. Francamente, dopo aver detto “chissenefrega”, mi sono sentito più libero.

La vera libertà, a mio parere, sta nel pensiero che scappa dai vincoli moralizzatori imposti dal momentaneo sentimento predominante della società. La vera libertà è quella di poter pensare il contrario di ciò che si è costretti a dire. Vera perchè imprescindibile.

Avere libertà totale nell’azione è ben altro. C’è sempre qualche tipo di potere forte che fa da contrappeso alle libertà e le limita. E arriviamo al dunque.

Se democrazia significa annientamento della libertà di poter agire al contrario di ciò che impone la morale della maggioranza, allora la democrazia, consentitemi di dire una parola poco raffinata, è una merda.

Ultimamente vado convincendomi che il mondo così come ci è stato insegnato da chi dice di conoscerlo (ma forse anch’essi sono stati semplicemente indottrinati) non corrisponde alla realtà. O meglio, ci è stata insegnata la visione del mondo che più fa comodo. Una visione di massa, d’insieme, che a volte trascura i particolari determinanti per comprendere la radice dei problemi che esistono (che esistano problemi è innegabile). Questo perchè ci è stato insegnato che la democrazia è il modello migliore a cui aspirare per l’organizzazione di una società.

Continuo: la democrazia non ha mai avuto risvolti atroci? Se non sbaglio Hitler è arrivato al potere tramite un processo democratico. O no?

Neanche l’anarchia mi sembra che sia il modo migliore per organizzare una società. Anzi è la negazione di qualsiasi tipo di organizzazione.

Nella mia mente si prospetta un sostantivo accompagnato da un aggettivo che a prima vista potrebbe cozzare con il sostantivo stesso:

dittatura illuminata

So di aver bestemmiato. Di avere del fegato. Di essere un assolutista relativista. In effetti:

dittatura : assolutismo = illuminata : relativista

Ma per garantire libertà, come si può fare? Dando potere a maggioranze ingrassate da compiaciuti ignoranti?

Il vero compiaciuto ignorante sono io! E’ inutile che io proponga dittature illuminate. Dovrebbe esserci un dittatore illuminato. Esiste? E poi il dittatore avrebbe un potere smisurato e potrebbe esercitarlo facilmente e violentemente contro chi dissente.

Ok… idea bocciata!

Forse non esiste nessuna forma di governo che garantisca libertà fino in fondo.

Il mio carattere estremamente impulsivo mi porta a pensare che ci voglia un colpo di spugna. Ma il colpo di spugna distrugge, il più delle volte, anche ciò che c’è di buono.

Ah… ecco cosa posso fare! Divento papa e comincio a parlare ex-cathedra liberalizzando tutto ciò che c’è da liberalizzare. Tanto si sa che il papa ha una grande influenza sulle coscienze e destreggia i fili della politica anche nelle nazioni che circondano il Vaticano (ops… l’Italia circonda il Vaticano). Visto che sto, invento il dogma secondo cui il papa può avere la papessa. E così tutti, compreso me, vissero felici e contenti.

S’ì fosse foco , ardere’ ‘ l mondo ;

S’ì fosse vento , lo tempestarei ;

S’ì fosse acqua , i’ l’annegarei ;

S’ì fosse Dio , mandareil’ en profondo ;

S’ì fossi papa , sare’ allor giocondo ,

che tutti i cristiani embrigarei ;

S’ì fosse imperator , sa’ che farei ?

a tutti mozzarei lo capo a tondo .

S’ì fosse morte , andarei da me’ padre ;

S’ì fosse vita , fuggirei da lui :

similmente faria da mi’ madre .

S’ì fosse Cecco , com’i’ sono e fui ,

torrei le donne giovani e leggiadre :

e vecchie e laide lasserei altrui .

 

Conclusione negativa: chissenefrega!

Conclusione positiva o, meglio, che lascia intravvedere una luce di speranza in fondo al tunnel del mio assordante e allucinato narcisismo assolutistico e imperialista: mi fate capire dove sbaglio nel giungere alla conclusione che la democrazia è una merda?

11 Comments

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  1. abeonaforum / Oct 13 2006 10:03 AM

    …mi fate capire dove sbaglio nel giungere alla conclusione che la democrazia è una merda?

    Secondo me all’incirca…al primo rigo, dove si dice “libertà e poter dire che due più due fa quattro”.
    Dico che è libertà il poter dire che “due più due fa qualunque cosa mi sembri opportuno”.
    Non è detto però che la democrazia sia lo strumento in assoluto migliore. Diciamo il “minore dei mali”, va.

  2. ermes / Oct 13 2006 10:36 AM

    Concordo appieno col tuo commento Infans… ed infatti una tra le più grandi rivoluzioni (a proposito di rivoluzioni nonviolente Nick, e di non-dittature illuminate) del pensiero umano è stata la pazzia di Giordano Bruno… del suo ardimento a pensar “de l’infinito universo et mondi”: universo, a riprender Niccolò Cusano, ove il centro è dappertutto e la circonferenza nullepart… un universo infinito, impensabile agli zelanti zeloti del tempo. Dico della pazzia a rovesciar anche quanto sembra più ovvio e lineare e coerente e “logico”.

    Guarda com’era logico il resoconto del rogo del Nolano in un «Avviso» da Roma del 19 febbraio 1600, scritto da un anonimo cronista: «Giovedì mattina in Campo di Fiore fu abbruggiato , vivo quello scelerato frate domenichino da Nola, di che si scrisse con le passate: heretico ostinatissimo, et havendo di suo capriccio formati diversi dogmi contro nostra fede, et in particolare contro la Santissima Vergine et Santi, volse ostinatamente morir in quelli lo scelerato; et diceva che moriva martire et volentieri, et che se ne sarebbe la sua anima ascesa con quel fumo in paradiso. Ma hora egli se ne avede se diceva la verità. […]. Moriva martire et volentieri.»

    Oggi la teoria di un universo infinito par trovar meno d’accordo buona parte degli astrofisici, a partir da Einstein che tanto s’arrovellava in merito, e tantissimo ci fa arrovellar ancora… E dunque il Bruno si pensa possa aver sbagliato grandemente, come pure Isacco Newton e mill’altri ancora geni impareggiabili… Ma lor teorie ci servono, lor studi, lor vite, lor dolori e onori ci servono, sono oggi utili per andar oltre lor stessi, i loro limiti, le loro perplessità… Son come scale che non dobbiamo rigettare una volta utilizzatele per giungere in sul tetto.

    Se Aristarco di Samo, padre della teoria eliocentrica, fosse stato dimenticato e silenziato definitivamente, come pur volevano e riuscirono a realizzare in parte gli aristotelici “teocon” medievali, Copernico non avrebbe avuto il dubbio – il dubbio, appunto – di aprire nuova strada, e ipotizzare che non fosse il Sole a girar intorno alla Terra (“quest’atomo opaco del male”). Un’ipotesi, la sua, peraltro molto molto cauta, come riscontrabile dal dire del curatore dell’opera sua, Osiander; eppure un’ipotesi straordinaria…

    Ecco la democrazia è, dev’esser innanzitutto democrazia delle idee, nelle nostre menti: saper condividere un concetto tra mille, ma non mettere in soffitta i mille, averli sempre a mente, sempre presenti, a maggior conforma del nostro convincimento, a maggior fastidio dello stesso. Democrazia delle menti che poi divien società aperta, democrazia liberale (attenzione: non giacobina!) in politica: aveva ragion quel malandrino di Churchill, la democrazia appare oggi come la peggior forma di governo, è vero, ma eccezion fatta per tutte le altre che finora si son sperimentate!

    Scià nickpolitologic! (e non dimenticar le geometrie non euclidee! mudù che confusione, st’altro tema! ti dico solo che a tal proposito io arrivo ad adorare il padre Gerolamo Saccheri, un gesuita a tutto tondo, pensa un po’!)

  3. NickPolitik / Oct 13 2006 3:15 PM

    Voglio precisare: la libertà è quella di dire ciò che si vuole. La frase che ho citato l’ho estratta da 1984 di Orwell. Penso che nell’intenzione dell’autore non si volesse postulare che 2+2=4, ma denunciare sistemi politici in cui non è possibile dire la cosa evidente, perchè magari è postulato che 2+2=5.
    Parliamoci chiaro: ci sono delle realtà evidenti che mi sembra anche fuorviante mettere in discussione…per citare Paganello: il vino è vino e il pane è pane. Se ora qualcuno vuole porre in dubbio questa ovvietà (come quella di 2+2=4) lo faccia pure. Ma a me sembra francamente inutile starne anche a parlare. Chiamatelo pure giudizio sintetico a priori. Ma intravedo un limite nel poter mettere in discussione tutto quanto.
    Capisco il mettere in discussione ciò che è davvero ignoto. Cioè discutere l’aggettivo finito o infinito riferito all’universo. Ma mettere in dubbio che quello di cui parliamo non sia universo, ma una banana, mi sembra inutile. Guardate, l’universo potrebbe pure essere contenuto in una banana. Ma è fuorviante dire che il concetto di universo e quello di banana coincidono.
    Non sto a discutere sui punti di vista, ma sul fatto che un punto di vista, anche quello “più evidente”, potrebbe essere impedito da un sistema democratico.
    La democrazia potrebbe pur essere il male minore. Ma sempre male è. Ricerco il bene comune. Non so se mi spiego. Secondo voi è possibile trovare un sistema migliore? Insomma fare un po’ come Galileo o Giordano Bruno o i vari Poincarè, Hilbert, Russell, Klein, Saccheri, Lobacevsky delle geometrie non euclidee?

  4. Luana / Oct 13 2006 6:10 PM

    La democrazia è una merda? Non condivido affatto questa frase! Penso invece…”la demosrazia è una merda” è una merda!
    Voglio dire che hai bestemmiato davanti ai miei occhi e nelle mie orecchie (e non solo mie)! Sai perchè?! Perchè se la democrazia fosse quello che tu credi che sia, tu non avresti mai avuto la possibilità di esprimere quello che hai apresso… E io non avrei mai avuto la possibilità di risponderti… Io non avrei mai conosciuto il tuo pensiero e tu non avresti mai conosciuto il mio pensiero… E noi non avremmo potuto arricchirci vicendevolmente… E non saremmo potuti crescere!
    Quello che scrivi nel tuo intervento sfiora troppi problemi e pone troppi quesiti… Troppi da poter essere trattati in un unica botta… E troppi per essere commentati in un’unica risposta!
    Parli di storia e letteratura, fisica e matematica, religione e morale, politica e filosofia…e (persino) geografia…E usi tutti questi elementi per dimostrare che la democrazia è una merda! Lascio perdere quello che per te sarebbe preferibile alla democrazia e ti pongo una domanda?
    Hai mai mangiato una rana fritta? Io non l’ho mai mangiata e credimi… Penso abbia un sapore di merda… quindi non la mangio!
    Cerco di farti capire perchè tu pensi che la democrazia sia una merda! Prima cosa tu non sei solo… si sta alzando un vento di anti-democratici… Quindi non sei contro-corrente e quello che dici non va contro il pensiero di tutti!
    Sai perchè a te non piace la democrazia? Per lo stesso motivo per cui non ti piace la rana! Non sai che sapore ha!
    La realtà è che tu non conosci la democrazia e non l’hai sperimentata! Sei forse tu libero di studiare quello che vuoi? Sei forse tu libero di fare il lavoro che vuoi? Ma se non sei nemmeno libero di mangiare quello che vuoi! Sei forse tu libero di dire davvero quello che vuoi? Potrei continuare a lungo! Credimi…tu non sei affatto libero…e non lo sono neanche io!
    La democrazia è un’utopia…un ideale che a me fa accaponare la pelle…un modus vivendi che se fosse vero non ci farebbe stare qui a parlare di democrazia! Una realtà alla quale dovremmo tutti aspirare perchè rappresenta un punto di arrivo…Peccato che è lo stesso punto in cui due rette parallele si incontrano!

  5. francemo / Oct 13 2006 6:56 PM

    Brava, Luana! ma pensavo lo conoscessi già bene! Io concordo pienamente con te, anzi, ti dirò, mi hai anticipato, stavo scrivendo più o meno lo stesso pensiero. Anzi, una cosa in più: prima di sparare un aggregato di termini di cui probabilmente non pensi neanche il significato, calati nella realtà quotidiana, senza andare nell’universo: pensa al mondo di casa tua… Almeno lì, pensi di essere libero e che ci sia democrazia? Se la risposta è no, devo dar ragione a Luana; se sì, vuol dire che non hai un cazzo da fare perchè pensi a cose “astratte”.
    Credimi, ogni volta mi risulta difficile stare a ragionare sull’intera questione che sollevi, perchè, come dicevo un pò prima, sei abile a confondere i temi con i tuoi discorsi… “Intravedo un limite nel poter mettere in discussione tutto quanto”: ma ne sei realmente sicuro? Beh, da che pulpito viene la predica!

    Concludo dicendo che a mio parere, come sempre bisogna saper usare correttamente gli strumenti con cui amministriamo – e non solo – i rapporti umani.

    Comunque, astrattezze a parte, vi porto (e vi prego andateci anche se x pura curiosità) su http://www.modugno.it/archivio/2006/10/inquinamento_do.php

  6. NickPolitik / Oct 13 2006 7:16 PM

    Forse, con mille parole, la cara Luana ha colto nel segno. Io la democrazia come la intende lei non l’ho provata.
    Forse il concetto stesso per cui in democrazia la maggioranza può decidere anche a discapito della minoranza è sbagliato.
    Credo però che la democrazia che intende lei (e che intenderei anch’io se la mia mente non fosse affuscata dalla realtà dei fatti) non sia un’utopia, ma qualcosa da sforzarsi di raggiungere.

  7. Luana / Oct 13 2006 7:41 PM

    Un attimo… Che Nicola abbia una mente complicata è vero! Ma è comlicata semplicemente perchè è una persona troppo intelligente… E la difficoltà delle persone che se lo trovano davanti è di non capirlo non perchè dica cose sbagliate… Anzi… Ma perchè dice cose troppo difficili in un modo troppo difficile! Per capire cosa voleva dire con quelle mille parole ho dovuto rileggere l’articolo non solo una volta! La raffinatezza del tuo ragionamento è sorprendente! Solo che devi credere un pò di più in quello che dici! Sinceramente mi aspettavo che replicassi… Non a me ma a quello che ti ho detto e a quello che dopo di me hanno detto altri!
    E’ inutile che io ti faccia i miei complimenti per la diversità dei tuoi ragionamenti davvero oltre le regole e i limiti! Ma devi credere di più in quello che dici perchè lo pensi e hai il diritto e il dovere di far crescere le tue idee… Perchè così crescono anche le nostre! E’ questa la democrazia! Inizia da qui…

  8. ermes / Oct 14 2006 11:33 AM

    Orwell credo voglia dire che la libertà di dire che due più due fa quattro è appunto libertà anche di dire che il pane è il pane e il vino è vino… di dire anche, perfino, proprio, pure quanto pare ovvio, riteniamo autoevidente, a fronte di contesti che ti imbavagliano e non ti lascian neppure amare i tuoi cari, i tuoi libri, ti convincono che l’unico strumento di crescita ed emancipazione sia la delazione, il sospetto, la mancanza di idee…

    Orwell risponde a tale sistema di perversione delle menti – quale quello in URSS o nel Terzo Reich, ma non solo (La fattoria degli animali, Una boccata d’aria, 1984, Omaggio alla Catalogna, Fiorirà l’aspidistria, Giorni in Birmania, la Figlia del reverendo non parlan solo di Hitler e Stalin, ma anche del Papa [ohibò! come mai?], dei sistemi coloniali, delle sonnolente democrazie occidentali, delle relazioni sentimentali violente…), dicendo che v’è pure un tempo in cui è necessario reagire – agire di reazione – e parlare l’evangelico “sì sì, no no”, dire che il cielo è azzurro perchè tale lo vedo, un fiore è profumato perchè tale lo credo… appunto io credo, io dico, io vedo… e ognuno vede, crede, pensa, dice, cogita qual si è…

    ça va sans dire, mai dando un pugno sul naso altrui, foss’anche per sol muovere le braccia a mostrar quel che si vede, pensa, dice, crede, cogita qual sia…

  9. NickPolitik / Oct 14 2006 1:52 PM

    In effetti il mio è un dare un pugno sul naso a chi non la pensa come me. Ermes ha colto nel segno.
    Il mio agire violento, sia pure col proporre dittature illuminate, è dovuto al fatto che ho visto i “rivoluzionari” non violenti cadere sotto la scure degli oscurantisti. Sono stati i primi ad essere uccisi perchè erano voci scomode (senza andare lontano nel tempo, penso ai vari Borsellino e Falcone, morti per la Giustizia, sia pure quella terrena).
    Il mio è un occhio per occhio, dente per dente. Un voler difendere strenuamente chi è portatore di un messaggio di pace. Il fatto è che in quel preciso istante tradisco il loro messaggio.
    Caro Ermes, è vero io credo, penso e giudico e tutto il resto, ma gli altri credono, pensano, giudicano e tutto il resto secondo il loro punto di vista.
    Come mi diceva l’amico AbeonaForum, se uno dice 2+2=5 qual è il problema? Nessuno.
    Evidenza? L’evidenza è pur sempre soggettiva. E’ questo quel che vuoi dire, vero?
    Ma possibile che si debba mettere in discussione anche cosa io chiamo cielo e cosa io chiamo banana?
    Sono delle piccole convenzioni del linguaggio. Ci sono poi milioni di casi possibili. Ma stiamo lì. Una banana sai cosa è, grosso modo.
    Procedendo col mettere in discussione tutto ho paura che si arrivi a rendere inutilizzabile anche un vocabolario.
    E quindi che potrei dire parole al vento così, senza senso, senza una regola, senza farmi capire.
    Incomunicabilità è un fatto assodato. Ma vogliamo cercare di porre rimedio? Insomma una minima regola nelle piccole cose ci dovrà pur essere. O no? Non dico sull’eutanasia, dove il discorso è più complesso perchè riguarda la coscienza individuale (anche se il problema diventa più semplice se ne facciamo una questione di libertà). Ma che 2+2=4 lo capiscono più o meno tutti che è vero.
    Poi puoi anche dire 2+1=4 perchè tu al + dai significato di “somma più uno”.
    La matematica consente pure questo. La definizione di operatore può essere cambiata.
    Ma ci sarà qualcosa, qualche concetto primario che ci riesca a far andare d’accordo tutti quanti su questa terra?
    Io penso che ci sia.
    Ma qui si apre un capitolo oggetto di qualche altro mio scritto… in futuro…

  10. mOrg / Oct 14 2006 2:15 PM

    ma quanta gente coglie nel segno? BAH!

  11. ermes / Oct 15 2006 4:07 PM

    Ohibò! ma se ben credo di capir… tu non puo’ esser altri che il Pulci!!!!!!!! Oh qual gaudio, il Pulci! Ed ordunque, lo mio benvenuto non può che esser il più gioioso! E allora, caro amico, l’è d’uopo riceverti con magnifica terzina del Divino Commediografo: “…o anima lombarda / come ti stavi altera e disdegnosa / e nel mover de li occhi onesta e tarda!” [E rivolto all’uditorio: “Ella non ci dicea alcuna cosa / ma lasciavane gir solo sguardando / a guisa di leon quando si posa”. Eppure, eppure: “…un’anima che posta / sola soletta, inverso noi riguarda: / quella ne ‘nsegnerà la via più tosta”] Mitico Petruzzo!!!!!!!!

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