The man who gave rock one of its key visual and sonic props has died. Jim Marshall, known as “The Father of Loud” for inventing the Marshall amplifier, was 88 years old.
“L’Argentina è più vicina di quanto non sembri?”
Strane critiche a Kirchner da chi non privatizza
Articolo di Alberto Mingardi, IL – Intelligence in lifestyle, 1 maggio 2012.
Alcune settimane fa, il presidente argentino Cristina Fernández Kirchner ha annunciato, a reti unificate, di aver rinazionalizzato la compagnia petrolifera Ypf, espropriando il 51% delle azioni in portafoglio a Repsol. La mossa della Kirchner ha lasciato basiti gli osservatori internazionali, e creato serie preoccupazioni al Governo spagnolo. Repsol è una grande impresa iberica e un serbatoio di entrate fiscali preziosissime in un momento teso come l’attuale. In America Latina, l’arrocco della Kirchner ha fatto presagire il più terribile degli scenari: quello in cui, allontanandosi dalla scena Hugo Chavez, la fiaccola del populismoeconomico passa alla “Presidenta”.
Il colpo di mano della Kirchner ha qualcosa da dire anche a noi. Dovrebbe ricordarci come nasce un’economia mista: per i capricci dei demagoghi.
Critico inascoltato dello statalismo ai tempi in cui brillava la stella di Enrico Mattei, e solitario vedeva nell’incipiente strapotere dell’Eni le avvisaglie di quel vasto sistema di corruttele che sarebbe esploso con Tangentopoli, don Luigi Sturzo ammoniva che «Stato è una parola astratta; parliamo degli uomini che tengono il potere; Governo (presidente e ministri); Parlamento (senatori e deputati); dicasteri (burocrazia dirigente); corpi giurisdizionali (giudiziari e amministrativi); enti pubblici (statali e parastatali)».
È questa la ragione più forte per temere le nazionalizzazioni, e auspicare le privatizzazioni. Quando il controllo di un’azienda finisce nelle mani dello Stato, essa non viene messa al servizio della “collettività”: piuttosto, diventa il giocattolo degli interpreti pro tempore, dell’interesse comune.











